Padelle rovinate: quando sostituirle
Ti piace spadellare? In questo articolo scoprirai se lo stai facendo con la padella giusta o se, dopo un degno servizio, è arrivato finalmente il momento di darle il cambio. Sì, le padelle rovinate vanno sostituite – per il bene della nostra salute. Ma ti daremo anche un po’ di consigli per prolungarne al massimo la vita – e spadellare allegramente senza troppi pensieri.
Cos’è che rovina le padelle?
Cominciamo dall’inizio. Da quei primi graffietti quasi invisibili, che ti sembrano innocui ma che in realtà nascondono parecchie insidie.
Le cause principali di usura sono, infatti, le spatole e i cucchiai metallici che siamo abituati a usare a contatto con la superficie antiaderente delle padelle. Possiamo essere delicati quanto vogliamo, ma la padella sa: a ogni contatto creiamo microscopici tagli e abrasioni che, dopo ogni lavaggio, si ingrandiscono di un poco. Diventando pian piano il nostro incubo peggiore.
Anche il distacco del rivestimento non è che sia proprio d’aiuto, in tutto questo. Nelle padelle antiaderenti economiche, il rivestimento tende a sfaldarsi dopo qualche anno, permettendo al metallo sottostante di farti “ciao ciao”. In cucina non ci si sente mai soli.
L’uso prolungato a temperature troppo elevate è un classico per le padelle, ma non un toccasana. Specialmente quando accomodiamo la padella sui fuochi sbagliati, facendo piegare o gonfiare il fondo, compromettendo la distribuzione del calore.
L’ultima sfascia-padelle è la ruggine, che colpisce le padelle in acciaio o in ghisa. La responsabile è la mancata asciugatura dopo il lavaggio, o la conservazione della stessa in un ambiente umido, che favorisce la formazione di ossidi.
Ok, ma quali sono i segnali da non ignorare?
Possiamo tranquillamente sfoderare il cartellino rosso quando vediamo comparire questi segnali. Il cibo che si attacca nonostante l’olio, il burro e/o la temperatura corretta: puoi fare una danza propiziatoria e giurare alla padella che non la maltratterai mai più, ma nulla cambierà le sorti del tuo cibo. Che rimarrà eternamente attaccato alla superficie dell’utensile, come un polipo a uno scoglio.
Le macchie scure o scolorite sulla superficie della padella, poi, non sono un temporaneo e discutibile cambio di outift: sono il secondo segnale di pericolo.
Il terzo è facile da individuare: se ti ritrovi dei pezzetti di rivestimento tra le mani ogni volta che armeggi con la padella, allora è arrivato il fatidico momento. Devi ufficialmente dirle addio, perché il distacco degli strati può portare al rilascio di micro-frammenti nel cibo.
Getta un’occhiata anche al fondo della padella: se vedi crepe, deformazioni o irregolarità di qualche tipo, si tratta di un’altra red flag. Le prime due cose facilitano il deposito del grasso sul fondo, trasformando la pulizia della padella in un’operazione complicatissima. L’ultima, invece, è causa e origine della famosa padella ballerina: quando non riesce più a trovare stabilità sui fornelli, il suo uso è compromesso, perché non garantirà più una cottura uniforme degli alimenti.
Qual è la speranza di vita della mia padella, dottore?
Ecco il responso: dai tre ai cinque anni. Se ne abbiamo cura e non la usiamo come racchetta di scorta quando andiamo a giocare a padel. Capito il gioco di parole?
Padelle rovinate: i rischi per la salute
Quando parliamo di salute, il discorso si fa serio. Padelle rovinate e danneggiate possono farci molto male. Infatti i materiali anti-aderenti delle superfici contengono polimeri che, ingeriti, sono potenzialmente dannosi (come il PFOA, un composto chimico tossico).
Occhio anche alla temperatura. Se il rivestimento anti-aderente raggiunge temperature superiori ai 260 °C, può rilasciare fumi tossici, irritanti per l’apparato respiratorio.
Anche la ruggine di cui abbiamo parlato prima non è amica della nostra salute: l’ossido di ferro e le contaminazioni da altri metalli (come il cromo e il nichel) possono finire nel cibo e condirlo con metalli pesanti pericolosi per il nostro organismo.
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Proteggere le padelle dall’usura: consigli pratici
Evitiamo i graffietti sul nascere: liberati degli utensili metallici e sostituiscili con quelli in legno o in silicone. In questo modo preserverai il rivestimento.
Quando spadelli allegramente, non superare i 200 °C: oltre quella temperatura i rivestimenti antiaderenti si deteriorano, accorciando la vita della tua padella. 
Purtroppo abbiamo una notizia da darti: non puoi scegliere il fornello da usare facendo la conta. Scegli il diametro del fuoco corretto per coprire il fondo della padella, evitando punti di calore eccessivi.
Quando passi alla fase del lavaggio, usa spugne morbide e detergenti delicati. La lavastoviglie è comoda, ma è causa dello sbiancamento dei rivestimenti: prediligi il lavaggio a mano. E, poi, asciuga bene la padella, tamponandola subito con un panno pulito.
Leggi questo passaggio solo se possiedi padelle in ghisa o in acciaio: dopo il lavaggio ungile leggermente e scaldale sul fuoco. Formerai un sottile strato protettivo anti-aderente naturale.
Se ormai il danno è fatto, non è detto che tu debba riacquistare tutto il tuo armamentario di padelle. Esistono centri specializzati per ripristinare il rivestimento anti-aderente, prolungando la vita delle padelle di fascia alta.
Cibo che sa di cibo
In poche parole, non dobbiamo fare l’errore di sottovalutare l’importanza della salute delle nostre padelle. Perché dalla loro dipende la nostra. Quindi, basta difendere le tue padelle rovinate.
Seguendo questi consigli e mettendo in pratica alcune accortezze, risparmierai sull’acquisto di nuove padelle, proteggerai il tuo organismo e gusterai cibi che sanno di cibo, e non di metalli pesanti. Sembra un ottimo inizio, no?












